Lo SMAS lo aveva detto

07_blog1Dal mese di marzo di quest’anno ho spostato casa e studio in quel di Valdipugna. Ho avuto così modo in questi mesi di constatare “dal vero” le problematiche del tratto stradale Viale Toselli-viale Europa e della rotatoria dei Due Ponti. La congestione di tutta l’area è più che evidente ed oggi risulta appesantita dalla chiusura parziale di Via Baldassarre Peruzzi per la frana e lo sarà ancora di più nei prossimi giorni quando la strada sarà completamente chiusa per l’inizio dei lavori di ripristino. Ma la congestione resterà anche dopo la riapertura di via Peruzzi perché comunque il carico sulla rotatoria sembra ormai aver raggiunto i livelli di guardia. Ma questo lo si sapeva già da tempo, almeno dal 2005. Negli studi dello SMaS relativi alla mobilità si mettevano infatti in evidenza la criticità del nodo: (la rotatoria dei Due Ponti) “ed il tratto che ad essa conduce a partire dal Ruffolo, pur aumentando limitatamente i flussi in conseguenza dell’assorbimento svolto dalle nuove bretelle, potrebbe subire un ulteriore carico tale da compromettere una situazione già critica raggiungendo, secondo la simulazione effettuata, un rapporto tra volume di traffico e capacità della strada superiore al 90%”. Lo SMaS per chi non lo sapesse o non lo ricordasse è lo “Schema Metropolitano dell’area Senese” elaborato nel 2005 che si proponeva di trovare una strategia di politica urbanistica unitaria tra Siena e i Comuni confinanti (Monteriggioni, Asciano, Castelnuovo Berardenga, Monteroni e Sovicille). Ho preso parte a quel lavoro occupandomi appunto di mobilità. Lo studio conteneva simulazioni (effettuate con un software specifico e basate su rilievi sul campo) e proiezioni decennali, quindi al 2015. Tali simulazioni evidenziavano che “la maggiore offerta sul piano delle infrastrutture (…) sembra, in prospettiva, poter funzionare più come elemento di compensazione dell’aggravio dei carichi sulla rete conseguenti all’incremento abitativo ed alla diversa dislocazione di alcune delle principali funzioni urbane, piuttosto che come elemento strategico per la risoluzione dei principali problemi attuali di congestione e criticità del traffico veicolare.” Come dire, non pensiamo che per poter risolvere i problemi di congestione siano sufficienti nuove strade e nuove bretelle, occorre altro e cioè una politica che spinga verso un maggiore utilizzo dei mezzi di trasporto collettivo o comunque verso un’alternativa all’uso dell’automobile privata.

2 commenti
  1. ALBERTO BRIGNONE
    ALBERTO BRIGNONE dice:

    Caro Antonio! interessante questo tuo articolo ed un salto nel tempo.
    Direi allora che eravamo stati bravi nelle nostre valutazioni!

    Rispondi

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